IDEALISMO E ROMANTICISMO
IDEALISMO E ROMANTICISMO
SUPERAMENTO
DEL CRITICISMO KANTIANO
Il criticismo
kantiano considera il conoscere come “attività”,
il soggetto (o «io penso») sintetizza
e organizza attraverso le forme a priori
la realtà fenomenica, escludendo la cosa
in sé, la quale, non essendo oggetto
dell’intuizione sensibile, ne rimane il presupposto inestinguibile.
L’idealismo nasce dal
tentativo di superare le contraddizioni rimaste insolute nel sistema kantiano.
Filosofia che privilegia la dimensione ideale
e spirituale della realtà.
Fondatori, Fichte e Schelling,
Massimo esponente,
Hegel.
IDEALISMO
E ROMANTICISMO
L’idealismo
trae origine dal Romanticismo. Nascono entrambe in Germania.
Idealismo = corrente
di pensiero circoscritta al campo della filosofia
Romanticismo = movimento
di vasto respiro che riguarda la letteratura, l’arte, la poesia.
Entrambi
rappresentano il superamento della ragione illuministica e l’affermazione di
una nuova visione del mondo che esalta il sentimento, l’arte e la tradizione.
“Romanticismo”
dall’inglese romantico:
1. alla
fine del Seicento indicava ciò che di fantastico e irrazionale vi era nel
romance, il romanzo cavalleresco.
2. nel
Settecento, perde la connotazione negativa e passa a denotare ciò che alimenta
l’immaginazione, come i paesaggi insoliti, insieme ai sentimenti che questi
suscitano.
3. fine
del secolo, viene ripreso dagli scrittori tedeschi esaltando il ruolo del
sentimento e delle emozioni.
La
nuova mentalità romantica risponde alle esigenze spirituali dell’epoca, e alla
nascita di un sentimento nazionalistico che, si faceva interprete degli ideali
di liberazione.
Il precedente
della mentalità romantica = 1770, Germania, Sturm und Drang,
letteralmente “Tempesta e impeto”.
Deriva
dal titolo di un dramma del 1776 di Friedrich
Maximilian Klinger.
Le
idee di fondo dello Sturm und Drang sono riconducibili:
1. all’amore
per i sentimenti forti e le passioni tempestose,
2. alla
riscoperta della natura come forza vitale e onnipotente,
3. all’esaltazione
della libertà,
4. all’avversione
per le regole e le imposizioni,
5. all’amor
patrio,
6. ad
una visione panteistica del mondo, in cui il divino viene colto come un principio
immanente alla natura.
LA
NOSTALGIA DELL’INFINITO
L’aspirazione all’infinito un
importante tratto del Romanticismo.
Essa
nasce da un senso di inquietudine
nei confronti di un “limite” e dal profondo bisogno di assoluto.
Ogni
individuo ha un valore assoluto e può realizzarsi compiutamente soltanto
ricongiungendosi all’infinito, ossia a Dio stesso.
Deriva
da ciò la coloritura religiosa del Romanticismo e il rifiuto al deismo
settecentesco (considerava Dio come l’impersonale e freddo principio razionale
che assicura l’ordine dell’universo) accogliendo invece il Dio personale della
religione cristiana, che partecipa alle sofferenze dell’essere umano.
L’infinito
è la meta ideale dello spirito romantico, il quale avverte in sé una profonda nostalgia
(Sehnsucht) per le proprie origini divine.
L’uomo
romantico ha una coscienza del senso di
carenza e di frustrazione che caratterizza il suo presente desolato,
perché gli dei sono fuggiti dal mondo.
L’ESALTAZIONE
DELL’ARTE: NOVALIS E SCHILLER
L’arte rappresenta la forma
espressiva più matura e compiuta a cui l’uomo possa affidarsi.
Essa
è la libertà assoluta e
incondizionata dell’io trova la sua più meravigliosa realizzazione. L’io imita
il divino artefice, autore della natura e del mondo, e, prolunga la sua stessa
attività creatrice.
L’opera
artistica viene ricondotta al sentimento,
che consente di cogliere l’intima essenza del mondo.
Frutto
del sentimento è l’attività estetica,
via di accesso alla verità, e forma più alta di filosofia.
L’ESALTAZIONE
DELL’ARTE: GOETHE E IL COMPITO DEL GENIO
L’arte
deriva dalla capacità di ricongiungere il
mondo delle idee al mondo sensibile.
Essa
si esprime sempre attraverso elementi della realtà concreta, tuttavia, riesce
a esprimere l’unità di finito e infinito, materia e spirito, attingendo la
profondità originaria della vita e dal regno della bellezza.
Goethe afferma il compito creativo del genio artistico,
che fonde in una perfetta unità il soggetto e l’oggetto, il finito e
l’infinito, la natura e lo spirito. L’uomo di Goethe sa di non essere Dio, però
vuole essere creatore.
Per
Goethe la natura è divina, si
identifica con Dio stesso, il quale è la forza che regge il tutto e si
manifesta nella meraviglia delle forme naturali.
Lo
scienziato: cerca di individuare le strutture fondamentali della natura, i
«fenomeni originari»:
1. deve
cogliere tali forme,
2. interpretarne
il significato,
3. decifrando
la volontà di Dio stesso.
Il poeta: si impadronisce
delle strutture fondamentali della natura attraverso la creazione dell’opera,
cioè facendosi egli stesso parte del processo creativo naturale.
Si
realizza un’unione di scienza e poesia,
derivante dalla consapevolezza del legame intimo tra l’uomo e la vita del
cosmo. L’uomo è al tempo stesso ente naturale e soprannaturale.
Il
mistero della natura non può essere penetrato, tuttavia l’essere umano agisce
seguendo una forza prepotente che lo
spinge sempre oltre nella ricerca.
È la
tensione che anima Faust.
Tale
forza apre e insieme chiude l’orizzonte di senso dell’uomo, il quale aspira a
superare tutti gli ostacoli che si frappongono all’azione creatrice, ma nello
stesso tempo riconosce l’incommensurabilità del tutto e la limitatezza delle
sue capacità.
L’artista
è colui che meglio riesce a esprimere la duplicità
della condizione umana, che da un lato avverte il mistero che grava su
tutto e dall’altro la nostalgia per un mondo infinito e assoluto.
LA
RIVALUTAZIONE DELLA TRADIZIONE E LA CONCEZIONE DELLA STORIA
L’uomo
romantico vuole evadere dal presente
e perciò immagina un’età mitica posta nella remota antichità, in cui
l’uomo viveva in armonia con la natura e con gli dei.
In
seguito ad una frattura, l’uomo si è staccato dalla natura e si è sentito
abbandonato dagli dei: è l’epoca moderna, l’età della scienza che tutto
distingue e separa, concettualizza e sottopone a categorie, frantumando l’unità
del mondo.
I
romantici guardano al futuro, in una prospettiva storica di regresso e di
progresso verso un’armonia ritrovata. L’ideale più completo di umanità si
realizza proprio nella storia.
Vi è
una visione unitaria del rapporto tra l’uomo e la natura e l’idea della realtà come processo nel
quale
si manifesta una forza divina che si esprime in forme sempre più complesse.
Herder sottolinea
l’importanza del linguaggio,
considerato come il «dizionario dell’anima», in virtù del quale il singolo esce
dalla sua solitudine e si libera dal condizionamento esclusivo degli istinti e
delle passioni.
Se
gli illuministi giudicano il passato alla luce del presente e criticano le
credenze e le istituzioni che mantenevano gli uomini nell’ignoranza.
I
romantici considerano le epoche della storia in sé e per sé, nei loro valori e
nella loro verità, rivalutando il Medioevo e anche le istituzioni fondamentali
del passato, quali la Chiesa e la monarchia, oltre agli ideali di integrità morale
e di eroismo cavalleresco.

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