SCHELLING
SCHELLING
Schelling
condivide la tensione verso l’infinito
ma si differenzia per l’affermazione
della centralità della natura.
Il principio infinito creatore della realtà è l’assoluto, in cui spirito
e natura, soggetto e oggetto vengono
conciliati in una superiore unità.
L’UNITA
INDIFFERENZIATA DI SPIRITO E NATURA
Il sentimento è in grado di unificare soggetto e oggetto, spirito e natura.
La natura è
una dimensione che possiede una propria esistenza autonoma e indipendente dalla
rappresentazione dell’uomo. Essa acquista nuova centralità e importanza in
quanto è intrisa di infinito ed è un miracolo vivente, perenne fonte di
meraviglia.
E’ spirito solidificato e addormentato, e
la spiritualità che contiene può essere colta dall’uomo attraverso l’esperienza
estetica.
Il principio assoluto è unità
indifferenziata di spirito e natura, Io e non-Io, soggetto e oggetto, pensiero
e mondo.
LE
DUE DIREZIONI DELLA FILOSOFIA
Identità tra natura e spirito:
1.
la
natura è lo spirito nella sua forma inconscia,
2.
lo
spirito è la natura smaterializzata.
La natura ha in se
stessa quella tensione tra soggetto e oggetto, conscio e inconscio, attività e
passività.
L’assoluto (o
Dio),
il principio infinito creatore della realtà, si pone al di là di soggetto
e oggetto, costituendo la loro comune radice.
Cosi è la medesima
realtà che si esprime e si rivela indifferentemente nella natura e nello
spirito, nel mondo e nel pensiero.
La filosofia è una
«scienza dell’assoluto»: cerca di coglierne l’unità inscindibile e segue due
direzioni di ricerca complementari:
1.
la filosofia della
natura
che, partendo dalla natura, giunge allo spirito; riconosce come la natura sia
«spirito visibile»
2.
la filosofia dello
spirito
che, partendo dallo spirito, giunge alla natura; coglie nello spirito una
«natura invisibile».
NATURA
E SPIRITO COME MODALITA DI ESPRESSIONE DELL’ASSOLUTO
La natura = è
una modalità di realizzazione e di espressione dell’assoluto, che manifesta la
spiritualità, in gradi differenti. Essa è il graduale processo in cui lo
spirito si sviluppa e la manifestazione di
una realtà
spirituale, l’assoluto, che agisce già nella materia anche se in modo inconscio.
La filosofia della natura = studia le forme con
cui la spiritualità emerge dalla materia. Si occupa della descrizione dei vari
livelli di realtà.
1 Parte
dal livello di espressione più primitivo, dove la spiritualità è nascosta.
Es: mondo
inorganico.
2
Poi sale ai fenomeni dell’elettricità e del magnetismo, dove lo spirito-materia
si fa più evidente, manifestandosi nella contrapposizione delle forze di
attrazione e di repulsione.
3
Arriva alla vita organica, dove per via della sensibilità, si avverte il primo
affiorare dell’autocoscienza.
Schelling:
visione organicistica e finalistica,
dove ogni parte del reale ha senso solo in relazione al tutto e alle altre
parti, e in cui esiste una finalità intrinseca alla natura stessa.
La filosofia dello spirito = analizza
il percorso che dallo spirito ridiscende alla natura, grazie al quale il
soggetto si scopre fonte della realtà, artefice di quella creazione inconscia:
1. dalla sensazione alla intuizione
produttiva = la passività del soggetto di fronte ai dati. Il soggetto,
cogliendosi come senziente e dunque attivo oltre che passivo, si scopre capace
di superare il limite imposto dai dati oggettivi.
2. dall’intuizione produttiva alla
riflessione = l’Io si ripiega su di sé, diventando oggetto di se stesso e
sdoppiandosi in soggetto che conosce e oggetto conosciuto.
3. dalla riflessione alla volontà = il
soggetto, distaccandosi dagli oggetti si coglie come volontà e spontaneità.
Circolarità in
cui consiste la vita dell’assoluto: La natura va verso lo spirito, lo spirito
ridiscende alla natura ricomprendendola in se stesso.
Il
principio originario = il principio divino immanente e permanente che si
auto-realizza e si manifesta in tutti i livelli della realtà, e dunque implica
una visione panteistica.
Solo
alla fine Shelling identifica l’assoluto con il Dio della rivelazione, la tensione tra soggetto e oggetto, si
mostra nel drammatico conflitto tra bene e male.
Da
questa contrapposizione di contrari,
interna a Dio stesso, discende tutto l’universo.
Dio
è una realtà in divenire in cui gli opposti danno origine a un processo cosmico che tende al progressivo
trionfo del positivo sul negativo.
L’ARTE
COME SUPREMO ORGANO CONOSCITIVO
L’arte = strumento
conoscitivo in grado di attingere le profondità originarie della natura, un’attività
in cui l’infinito è unito con il finito.
L’arte è un’intuizione estetica: capace di penetrare l’infinito attraverso le sue espressioni
concrete, ad esempio la bellezza. Essa può essere
l’organo di rivelazione dell’assoluto in quanto e la sola attività umana in cui
oggetto e soggetto, si trovano compenetrati:
1. da un
lato l’artista opera in base a competenze e abilità tecniche;
2. dall’altro
e sottoposto all’influsso dell’ispirazione, un potere che lo costringe a
esprimere o rappresentare.
La creatività
dell’artista presenta un’evidente affinità con la creatività dell’assoluto
stesso che, fonde conscio ed inconscio, spirito e natura, soggettività e oggettività.
IL
RAPPORTO TRA INTUIZIONE E RIFLESSIONE ARTISTICA E FILOSOFICA
La
“divina” ispirazione dell’artista lo rende diverso da tutti gli altri uomini e
caratterizza il suo “genio”; sancisce la superiorità dell’arte rispetto alla
filosofia.
L’intuizione (arte) = rivela
l’unità e il senso più profondo del reale e permette all’uomo di perseguire
l’equilibrio di forze in cui risiede la sanita. L’arte e qualcosa di sublime, perché il “genio” agisce in
analogia con il divino creatore del mondo e incarna l’assoluto, ossia
l’infinita attività di Dio.
La riflessione (filosofia) = riflessione
concettuale che genera separazione. Essa analizza gli oggetti mediante la
divisione e la distinzione in categorie contrapposte. Ma tale separazione non coglie
l’essenza della realtà. La filosofia ha bisogno dell’arte, perché e quest’ultima
che apre al filosofo.

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